“È legno, è pietra, è la fine della strada
È un resto di tronco, è (qualcuno) un po’ solo
È un pezzo di vetro, è la vita, è il sole
É la notte, è la morte, è un laccio, è l’amo
È un albero in un campo, è il nodo del legno,
È flauto, tuffo dalla sponda del fiume
È il profondo mistero, è il volere o non volere
È il vento che soffia, è la fine della discesa,
È la trave, il vuoto, la festa del tetto
È la pioggia che cade, l’incontro con il ruscello
Delle piogge di marzo, è la fine della fatica
È il piede, è il suolo, è la marcia forzata,
Uccellino nella mano, sasso lanciato con la fionda
È un uccello in cielo, è un uccello a terra,
È un ruscello, è una fonte, è un pezzo di pane
È il fondo del pozzo, è la fine della strada,
Sul viso il disgusto, è (qualcuno) un po’ solo
È una spina, è un chiodo, è una punta, è un punto,
È una goccia che cade, è un conto, è un racconto
È un pesce, è un gesto, è argento che brilla
È la luce del mattino, é il mattone che arriva
È un falò, è il giorno, è il punto finale,
È una bottiglia di liquore, una fenditura nella strada
È il progetto della casa, è il corpo nel letto,
È la macchina bloccata, è il fango, è il fango
È un passo, è un ponte, è un rospo, è una rana,
È un po’ di erbacce nella luce del mattino
Sono le piogge di marzo che chiudono l’estate,
È la promessa di vita nel tuo cuore
È un serpente, è un bastone, è João, è José,
È un taglio nella mano, è una ferita nel piede
Sono le piogge di marzo che chiudono l’estate,
È la promessa di vita nel tuo cuore.
È legno, è pietra, è la fine della strada
È un resto di tronco, è (qualcuno) un po’ solo
È un passo, è un ponte, è un rospo, è una rana,
È un bell’orizzonte, è una febbre terzana
Sono le piogge di marzo che chiudono l’estate,
È la promessa di vita nel tuo cuore
È legno, è pietra, è la fine della strada
È un resto di tronco, è (qualcuno) un po’ solo
È legno, è pietra, è la fine della strada
È un resto di tronco, è (qualcuno) un po’ solo.”
Tom Jobim, “Águas de Março”